Covid-19: pubblicato DPCM 1 marzo 2020 con le nuove misure

Il DPCM approvato ieri distingue le misure sulla base delle diverse aree geografiche d’intervento. Clicca qui per leggere il testo integrale del decreto.

Fino a nuove disposizioni, su tutto il territorio nazionale, viene favorito il lavoro da casa, è prevista la sanificazione dei mezzi di trasporto e, in tutti i locali aperti al pubblico, devono essere messe a disposizione soluzioni disinfettanti per il lavaggio delle mani.

Chiunque abbia fatto ingresso in Italia, a partire dal 16 febbraio 2020 dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico o sia transitato o abbia sostato nei comuni della “zona rossa”, deve comunicare tale circostanza al proprio medico che procederà applicando il protocollo previsto dallo stesso DPCM.

Le “mascherine” o meglio, i dispositivi di protezione individuale, sono previsti per il momento solo nelle zone rosse per l’accesso ai servizi pubblici essenziali e per entrare nei negozi per acquistare beni di prima necessità.

Rimangono infatti stringentissime le misure per i comuni della zona rossa (Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini – in Lombardia e Vo’ – in Veneto).

In Emilia Romagna, Lombardia e Veneto e nelle province di Pesaro e Urbino e di Savona, le misure di precauzione fino all’8 marzo, sono:

Le misure applicabili nelle province di Bergamo, Lodi, Piacenza e Cremona riguardano la chiusura nelle giornate di sabato e domenica delle medie e grandi strutture di vendita e degli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, ad esclusione delle farmacie, delle parafarmacie e dei punti vendita di generi alimentari.

Mentre in Lombardia e nella provincia di Piacenza è prevista anche la sospensione delle attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei “livelli essenziali di assistenza”), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi.

Nell’ambito dell’intero territorio nazionale invece, come precedentemente indicato, il DPCM stabilisce: